The Dark Eye: Chains of Satinav, una buona avventura grafica


The Dark Eye: Chains of Satinav, avventura grafica

In un panorama videoludico sempre più costellato da titoli che puntano sulla potenza grafica e sulla frenesia del gameplay (anche se nuove meccaniche si stanno imponendo), fa piacere constatare come generi un po’ più compassati riescano ancora a tenere botta. The Dark Eye: Chain of Satinav è un ‘punta e clicca’ vecchio stampo, altrimenti detto avventura grafica, uscito di recente per pc.

Ebbene, il titolo segue le orme delle produzioni del genere ma lo fa con una certa freschezza e attualità. La storia è, ovviamente, uno dei piatti forti del gioco. La trama appare fluida, scorrevole, avvincente. Essa è ambientato in un mondo simile e fittizio, governato dai due regni di Nostria e Albergast. Il protagonista è Gerion, un essere strano, perennemente discriminato dalla popolazione. A lui viene assegnato un incarico importante: eliminare alcuni bizzarri corvi, unico ostacolo alla festa che unirà in uno storico trattato di pace Nostria e Albergast. Questo è però l’inizio dell’avventura, solo il primo capitolo di quella che assomiglia a una storia piratesca.

Il gameplay è molto tradizionale. Semplificato nel numero delle meccaniche, ma divertentissimo e colmo di sfide. L’utente non sarà impegnato in una interminabile serie di enigmi. Per andare avanti nell’avventura, bisogno raccogliere oggetti e ‘mixarli’ per utilizzarli al meglio. Questa meccanica è resa appetibile dai poteri di ‘distruzione’ di Gerion (riesce a distruggere i materiali) e dai poteri di assembramento della compagna Nuri (che invece riesce a mettere a posto i pezzi).

La grafica di The Dark Eye: Chains of Satinav non fa urlare al miracolo, ma fa il suo dovere: non ci sono poligoni (è tutto in 2d) ma è artisticamente valida, con una paletta di colore da dipinto ad olio e uno stile a metà tra la pittura e il fumetto. La longevità è in linea con le produzioni del genere, 8-10 ore se siete esperti di avventure grafiche, qualcosa in più se non lo siete.



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