
All’E3 va di scena il destino delle consolle. E’ questa l’opinione di Tim Cook, numero uno di Apple, che non molto tempo fa ha lanciato la sfida al mondo videoludico tradizionali. Quello che sta avvenendo da due anni a questa parte è uno scontro tra due concezioni diversi di videogioco: da una parte quello propugnati da Playstation 3, Xbox 360, Wii e dall’altro l’app gaming e il social gaming; da un lato produzioni ‘colossal’ da milioni di dollari e milioni di utenti, dall’altro giochini da pochi euro che però stanno conquistando fette di pubblico sempre più vaste.
Ha spiegato Tim Cook al D10 pochi giorni fa: “I videogiochi si sono un po’ evoluti. Sempre più persone giocano su dispositivi mobili. I consumatori amano i giochi. Ma noi non siamo interessati al mercato console”. Non sono interessati perché il mercato console è in declino. E’ un declino soprattutto economico: Sony ha il bilancio in rosso da quattro anni, la Nintendo – che è andata fortissima in questi anni – ha fatto registrare il suo primo negativo dopo un’eternità proprio quest’anno. Il mercato dei videogiochi ‘tradizionali’ ha in generale diminuito il suo fatturato del 7%, negli Stati Uniti addirittura del 32%. Il mercato de giochi da applicazione (per device mobile per intenderci) fa invece segnare una crescita in media del 20% anno su anno. Non stupisce dunque che 7 sviluppatori su 10 abbiano optato per questo nuovo fronte ‘videoludico’.
L’E3 del 4-10 giugno a Los Angeles, dunque, sarà l’occasione per Sony, Nintendo e Microsoft per rilanciare il videogioco tradizonale, forse una delle ultime occasioni. Presenteranno le rispettive console di prossima generazione, anche se si vocifera da più parti che le informazioni verranno centellinate con il contagocce. Cionondimeno, la vetrina californiana rappresenta un pulpito decisivo per convincere il pubblico che la vera strada da seguire è la stessa che seguono da trent’anni: console tradizionale e giochi su supporto fisico.
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