“I videogiochi salveranno il mondo” parola di Jane McGonigal


I videogiochi possono salvare il mondo. E’ questo il motto di Jane McGonigal designer di videogiochi di successo, ma anche ricercatrice e visionaria. In pratica, un guru del settore. Le sue teorie stanno prendendo piede tra gli addetti ai lavoro e no, e promettono addirittura di dare il via ad una nuova concezione dell’esistenza.

Vivere giocando. Giocare – e in particolare videogiocare – sono attività che migliorano l’uomo. Lo ha dimostrato in una lunga serie di saggi. Ecco qualche pillola del suo pensiero.

I videogiochi combattono il senso di alienazione. Il giocatore, pad alla mano, è coinvolto in quella che si definisce ‘scala epica’, cioè la sensazione che ogni cosa che fa ha un senso, è inquadrata in un percorso, mira a uno scopo. Per traslare questo concetto nella vita reale è sufficiente trattare la vita come una sfida, come un gioco.

I videogiochi stimolano la cooperazione. In molte produzioni videoludiche, specie quelle in multiplayer online, è necessario cooperare per vincere. Questa attitudine alla cooperazione, se traslata nella vita reale, non potrà che apportare benefici e rinsaldare la concordia tra gli uomini.

I videogiochi rinsaldano la coesione sociale. Il gioco, quindi anche quello su console, è uno dei fattori più efficaci di socializzazioni. Al giorno d’oggi veramente pochi titoli non permettono di giocare in multiplayer, sia online che offline.

Insomma, ‘trattare la vita come un gioco’ grazie alla McGonigal ha assunto un’accezione positiva e si sta imponendo come uno strumento di ‘evoluzione esistenziale’, tanto per l’individuo tanto per la comunità.



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