
I videogiochi fanno bene ai bambini con paralisi cerebrale. E’ quanto emerso da uno studio condotto da un team afferente all’Università di Toronto. La ricerca è stata pubblicata di recente sulla rivista scientifica Archives of Physical Medicine and Rehabilitation.
I videogiochi che producono risultati di rilievo sono quelli che gli stessi scienziati hanno definito Active Videogames; ossia, come avrete certamente intuito, quelli ‘in stile Wii’. In generale funzionano allo scopo tutti quei giochi che necessitano di movimenti ben più complessi che schiacciare dei tasti in un pad. Va bene la Wii, come già detto, ma anche l’Xbox 360 con il suo Kinect e la Playstation 3 con il suo Playstation Move.
I ricercatori hanno però notato i miglioramenti migliori in quei giochi che seriamente imponevano uno sforzo fisico, come Wii Boxe (inserito in Wii Sport).
La ricerca è stata condotta su 17 bambini affetti da paralisi cerebrali. Tra le alterazioni positive registrate spiccano un’implementazione della neuroplasticità e dell’attitudine a muovere i polsi, cosa che in genere manca, anche se in misura parziale, a chi è affetto da paralisi cerebrale.
Infine, i bambini, mano a mano che giocavano, maturavano la tendenza a eseguire le mosse meno dispendiose per raggiungere il massimo profitto, giungendo a una sorta di ottimizzazione. Ciò vuol dire che pianificavano i loro movimenti, e anche la pianificazione dei movimenti è un’azione che in genere è interdetta, del tutto o quasi, dalla malattia.
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