
I DLC, ossia quei contenuti scaricabili da internet che completano o aggiungono oggetti, livelli etc a un videogioco, hanno spalancato una marea di possibilità per i produttori. Inoltre, consentono ai giocatori di godere di una longevità molto più estesa. Tuttavia, spesso, possono trasformarsi in uno strumento di speculazione. E’ quanto accaduto in occasione dell’uscita di Super Street Fighter 4 e di Street Fighter X Tekken. La Capcom ha abusato e ha reso disponibili molti personaggi solo dietro acquisto dei famosi DLC. In questo modo, è facile intuirlo, gli introiti lievitano, così anche il malumore della community.
L’annuncio che un altro picchiaduro, questa volta della Namco, Tekken Tag Tournament 2, conterrà una cinquantina di personaggi ha posto il dubbio: anche la software house giapponese lucrerà sui DLC? Katsushiro Harada, personalità di spicco e dirigente Namco, ha rassicuro a riguardo i videogiocatori: non ci sarà nessuna manovra speculativa, nessun azzardo anti-etico nello stile Capcom. In parole povere, tutti i personaggi di Tekken Tag Tournament 2 saranno presenti nella versione originale, quella in vendita nei negozi. “Ogni personaggio è indispensabile per giocare” ha sentenziato.
Namco, com’è giusto che sia, non rinuncerà ai DLC a pagamento. Tuttavia, questi offriranno item non indispensabili, quali costumi segreti e oggetti di personalizzazione. Tutto regolare, dunque, tutto accettabile.
Katsushiro Harada ha anche illustrato le potenzialità del nuovo netcode. Lo ha fatto durante il Global Gamers Day di Las Vegas che si sta tenendo in questi giorni di metà aprile. Il netcode di Tekken Tag Tournamente 2 sarà così corposo da riuscire a calcolare una mole di dati quattro volte superiore a quella gestita da Street Fighter IV. Una manna, considerando che il capolavoro Namco gode di una modalità online efficiente e priva di problemi rilevanti.
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