HTC alla fine si arrende al volere degli utenti, la casa taiwanese dopo un tentativo di resistenza con l’implemento di un sistema operativo ancora più complesso da modificare, si è arressa allo strapotere degli smanettoni e fornirà dalle prossime uscite smartphone con un bootloader di facile modifica.
Tutto ciò renderà i nuovi HTC molto più personalizzabili di qualsiasi altro smartphone in circolazione, con possibilità di cambiare qualsiasi impostazione grafica o di altro genere, sviluppando un movimento di custom OS che potrebbe assumere proporzioni davvero gigantesche, paragonabili a fenomeni come suonerie, screensever e temi personalizzabili, divenuti facili da creare e distribuire.
Mossa abile da parte di HTC che concede all’utenza una delle variabili che più premono a chi compra uno smartphone, ossia il grado di personalizzazione raggiungibile, voci dicono che la stessa HTC periodicamente potrebbe promuovere propri custom OS ufficiali e ridurre il rischio di danneggiamento per sistemi operativi personalizzati dalla qualità non adatta.
Il rischio è infatti che molti, pur non essendo in grado di produrli, pubblichino e rendano disponibili per il download copie fasulle di OS danneggiando i terminali degli utenti che ingrari della presenza di errori potrebbero incappare in guai che ovviamente la garanzia non coprirebbe, sviluppando un danno economico per l’utente non da poco.
Ovviamente questa è la peggiore delle ipotesi, la concessione di HTC però a molti più lati positivi che negativi, il che porterà sicuramente il produttore asiatico a compiere un ulteriore passo avanti verso la fascia top del mercato, accaparrandosi una fetta di utenti ancora più ampia.
A differenza di come molti potrebbero pensare, sono sempre più gli utenti che cercano ogni giorno di rendere personalizzato nei minimi dettagli il proprio smartphone, con temi e applicazioni che dimostrano la propria personalità e si adattano al lifestyle.
La prospettiva più allettante ventilata dopo questa dichiarazione arrivata attraverso Facebook è la possibilità di cambiare il sistema operativo fornito di serie, se infatti dovesse essere lasciata via libera agli utenti in questo settore, ognuno di noi sarà in grado di decidere quale sistema operativo è il più adatto, scaricando il suddetto e installandolo senza problemi.
Una vera rivoluzione che non sappiamo se potrà essere possibile, si aspettano infatti nuovi dettagli in merito a questo punto, non affrontato nel breve comunicato da parte di HTC, che per il momento ha preso un impegno importante ma non si conoscono le date dell’entrata in vigore del nuovo trend.
Non tutti però corrono però verso la stessa direzione di HTC, altre case produttrici come Apple e Motorola hanno infatti dichiarato di essere al lavoro per progettare un nuovo sistema operativo più difficile da modificare in modo tale che gli utenti non possano fornire versioni tarocche del sistema operativo.
Una ipotesi che si fa strada è la possibilità di rivedere la stessa situazione anche su tablet, difficile però che possa concretizzarsi in tempi brevi, vista la difficoltà dei produttori nel fornire un sistema operativo competitivo e privo di bug, interamente dedicato a questi prodotti, per cui questa possibilità sembra destinata a rimanere solo un’idea e nulla più.
Non solo innovazioni dal punto di vista hardware, anche nel settore sotfware i produttori le stanno provando tutte per accaparrarsi una fetta di mercato sempre più ampia, staremo a vedere se ciò accadrà anche realmente oppure sarà una variabile destinata a non colpire più di tanto gli equilibri di mercato, se così non dovesse essere, potremmo vedere una reazione a catena di free bootloader anche da parte delle altre case produttrici, che per pareggiare il quantitativo di opzione offerte sarebbero costrette a concedere il customing dei loro sistemi per il momento invalicabili e dalla struttura super protetta.
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