Damnation diponibile per XBox360, PS3, PC


Dopo anni di attesa arriva da Codemasters uno sparatutto basato su una modifica di Uneral Tournament 2004. Il mondo dei videogiochi è pieno di titoli che sono stati pubblicizzati come dei capolavori e giochi rivoluzionari parecchi mesi prima della loro uscita e purtroppo una volta giunti sul mercato si sono rivelati di scarso valore sotto ogni punto di vista.

E’ il famoso effetto boomerang generato dalla grande attesa che viene creata nei giocatori da parte degli esperti di marketing di una software house. Troppa attesa fa male e questa è, anche, la triste sorte di Damnation, oggetto di questa recensione.

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La trama di Damnation è basata sul fatto che la guerra civile americana non è mai terminata e quindi continua ancora nel ventunesimo secolo. In uno scenario dove l’America è divisa in due a causa della guerra e un tiranno miliardario cerca di imporsi con la forza sugli abitanti delle città, ci sono vari gruppi di ribelli che cercano di impedire tutto ciò mettendo fine alla guerra.
Il protagonista del gioco è Hamilton Rourke, capo dei ribelli, che avrà il difficile compito di sconfiggere il ricco tiranno e terminare riunire l’America. La trama tipicamente fantasy e futuristica risente di una trascuratezza della narrazione portando cosi il videogiocatore ad affrontare degli eventi troppo scontati e anche i protagonisti del videogioco risultano troppo stereotipati per avere un minimo di credibilità (infatti potremo imbatterci ad esempio nel palestrato pronto a rompere tutto o nella maggiorata vestita in abiti succinti), a peggiorare il tutto poi, c’è l’intelligenza artificiale, di amici e nemici, che è stata programmata davvero male e che ci permetterà di uccidere molti nemici con la massima semplicità o perdere dei compagni di battaglia semplicemente perche bloccati tra macerie di livelli precedenti.

Gli sviluppatori del gioco considerano il mondo di Damnation dotato di un’atmosfera steampunk unica, ma la realtà è che i livelli esplorabili sono così tanto simili tra di loro che più volte capiterà al giocatore di attraversare degli scenari già visti in passato.
I vari edifici sono stati realizzati in maniera fin troppo superficiale, caratterizzati da scarsi dettagli e poca ispirazione artistica. La stessa poca cura è stata posta nella giocabilità, priva di tutti gli elementi che avrebbero dovuto rendere Damnation una rivoluzione nel mondo degli sparatutto.

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Qualche esempio? Le fasi platform sono poche e banali, il sistema di mira e movimento è snervante e non è presente alcuna novità interessante nel sistema di gioco rispetto ad altri titoli del genere.
Per completare il tutto, il comparto tecnico non è affatto all’altezza delle produzioni odierne, e soltanto le sezioni alla guida di veicoli riescono a donare un po’ di divertimento al giocatore.

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