Capcom, è una software house famosa per dare in pasto sequel su sequel dei suoi videogiochi piu famosi e di successo, “Resident Evil 5″ non è affatto un eccezione, infatti è nato per spremere a piu non posso un franchise vecchio oltre 10 anni. “Resident Evil 5″ narra le vicende di Chris Redfield, già protagonista del primo Resident Evil, membro di un’organizzazione chiamata BSAA (Bioterrorism Security Assessment Alliance) che viene inviato in Africa per indagare su alcune “anomalie” accadute ad una popolazione locale. Questo vuol dire, naturalmente, che il nuovo capitolo della saga sarà ambientato nelle poco ospitali distese africane. Il gioco prende via con Chris equipaggiato di pistola, coltello e bussola e da subito notiamo una grafica veramente ottima soprattutto nello sviluppo dei visi e delle luci e le stesse animazioni dei personaggi risultano essere di qualità veramente eccellente, ottimo anche lo sviluppo degli scenari che risultano davvero realistici come per esempio nel caso dello sviluppo dei deserti, delle paludi e delle baraccopoli, nonostante queste siano piene di elementi di contorno “morti” e non interattivi. Fino a qui, quindi tutto bene, la delusione però arriva sul punto piu importante, la giocabilità; infatti, nonostante ci sia un’ottima libertà d’azione, giocare a “Resident Evil 5″, alla lunga, risulta monotono e ripetitivo. Interessante invece l’esistenza della modalità cooperativa che permette di giocare sia offline che online in coppia con un altra persona che guiderà un personaggio femminile presente in Africa per aiutare Chris. In definitiva, possiamo dire che la qualità del gioco è indiscutibile, ma che non pensiamo ci sia un vero e proprio senso (se non ovviamente commerciale!) a questo nuovo capitolo in quanto tutto sembra già visto e vissuto e l’ottima qualità del gioco non pareggia nemmeno lontanamente il difetto della non giocabilità.
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